Apparso a Londra nel 1605 in latino e poi in traduzione inglese nel 1609, il Mundus alter et idem di Joseph Hall (1574-1656), il futuro vescovo anglicano di Exeter e Norwich, è considerato dalla critica, quasi unanimamente, come la prima distopia o utopia negativa in età moderna, preceddendo quindi i Gulliver's Travels (1726) di Jonathan Swift, opera ritenuta tuttavia come il modello più perfetto di questo genere letterario. Noto come uno tra i più importanti poeti satirici dell'età elisabettina per i suoi sei libri di Virgidemiae e autore di innumerevoli e ponderosi scritti di teologia e di morale in età giacobiana, tanto ad essere soprannominato il «Seneca inglese», Hall ebbe la fortuna di vedere diffuso il Mundus (edito sotto il significativo pseudonimo di Mercurius Britannicus) in varie edizioni e in tutta l'Europa del '600 e del '700, anche ybuti all'Utopia di Tommaso Moro o alla Città del Sole di Campanella e alla Nuova Atlantide di Bacone «propter affinitatem materiae». Le descrizioni delle immaginarie terre di Crapulia, Viraginia e Moronia, regione abitata da pazzi, e le avventure occorse all'eroe del «romance», che è l'autore stesso, ci riconducono per alcuni aspetti all'utopia popolare del Paese di Cuccagna e per altri agli scritti di Luciano, di Erasmo e di Rabelais, senza per ciò impedire a Hall di risparmiare ironia e satira alla societèà inglese contemporanea, oggetto principale della sua polemica morale.