Sarah ha appena compiuto cinquant’anni e vive immersa in una routine di piccoli rituali e gesti di cura, caratterizzata da un’insolita compulsione: i «compimenti». Nella casa di riposo dove lavora, capita di continuo che un anziano muoia prima di finire un puzzle, un lavoro a maglia o un romanzo giallo.
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Così, con amorevole premura, è Sarah a comporre le tessere rimanenti, a sferruzzare i punti mancanti o a leggere ad alta voce gli ultimi capitoli davanti alla tomba del defunto. Quei finali sono per lei un atto di generosità, ma forse anche una via di fuga da un passato doloroso. Una storia intensa e commovente che parla di perdite e di seconde occasioni, di famiglie sbagliate e di nuove famiglie possibili, e di come la vita – anche quando sembra interrotta – trovi sempre la forza di ricominciare.