L’urto delle parole fa a gara con l’urto di gesta più che belliche, fratricide. Storie vecchie, di catastrofi umane, personali e collettive, con cui Giancarlo Baroni dà il via a questa raccolta di scritti per lo più incentrati su opere che hanno lasciato un segno – e si sente – nella sua vicenda di lettore accanito in grado di produrre un gesto critico figlio dell’immediatezza [. . .
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] I modi in cui è articolato questo libro rendono contemporaneo l’interno e l’esterno del lavoro critico. I fantasmi, di varie entità e genere, frequentano gli stessi sentieri in uso agli scrittori, rimescolandone le orme. Per esempio, la modifica della tavola dei valori infastidisce i migliori, e diverse strategie vengono adottate per tenersi strette le forme elaborate nella propria riserva. Sono queste riserve che interessano a Baroni, trovandovi approdi e variegatezze. La speranza è quella che i luoghi rinfreschino la compagnia dei contemporanei, e coloro che a grandi passi sono venuti da lontano. Il significato giunge da letture generose, assecondando veloci salti di pagina là dove la vita si fa toccare dalle parole. (Dalla Prefazione di Elio Grasso).