Danzica. 1919. Nella zona del Baltico imperversano, in una sanguinosa guerra civile, i Freikorps, le formazioni paramilitari di estrema destra. In questo quadro fosco e dilaniato, il barone Erich von Lehner si imbatte nel generale prussiano Konrad von Der Berg, che è ricercato come disertore, essendosi rifiutato di guidare le feroci guardie nere.
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Si confrontano così due esistenze del tutto opposte: il barone è una figura frivola e vacua, espressione di un'aristocrazia moralmente deteriorata e indifferente; il generale è invece un personaggio tragico, costretto a scegliere tra l'onore militare e il rifiuto morale della cieca violenza. Nel villaggio abbandonato in cui trovano rifugio, i due impareranno a conoscersi, cambiandosi a vicenda attraverso l'amicizia che pian piano nascerà tra loro. Alla fine, il barone, con nuova consapevolezza, saprà affrontare le tragiche prove che attendono l'Europa; il generale, con ritrovata serenità, saprà andare incontro alla propria morte. Le rose di Danzica è il quarto film di Alberto Bevilacqua, nonché un racconto metaforico di grande potenza, qui per la prima volta pubblicato in volume.